PREVIDENZA

PENSIONI, UNA SENTENZA CHE DIVIDE

La Corte costituzionale e quei rimborsi che spiazzano il governo


14 MAGGIO 2015 - di LUCA BELLARDINI
È una sentenza che agita molto l’ambiente istituzionale, quella con cui la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco dell’indicizzazione dell’assegno pensionistico negli anni 2012-2013. Una decisione che ha spiazzato il governo: per rispettarla, esso si vedrà costretto o a disattendere gli impegni di bilancio – un rapporto deficit/Pil al 2,6% nel 2015, per esempio – espressi nel Def e già vidimati dall’Europa; oppure a varare un’apposita manovra capace di garantire copertura finanziaria all’esborso in arrivo per le casse pubbliche.

Le ipotesi allo studio sono diverse: il premier Matteo Renzi sembra propendere per un rinvio dell’intervento di Palazzo Chigi, rivendicando tempo per approfondire il dossier e argomentando che «La sentenza della Consulta non dice che bisogna pagare domani tutto. Dice che il governo può intervenire, ma sappia che se interviene in quel modo è incostituzionale». In ogni caso, ha dichiarato il presidente del Consiglio, l’esecutivo garantirà il rispetto delle regole europee – primo fra tutti il vincolo del 3% – e di quanto formalizzato in sede comunitaria. (CONTINUA)

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