11-05-2015

VENTOTENE

11 MAGGIO 2015
di LUCA BELLARDINI
L’appuntamento si ripete ogni anno, ma ha sempre un sapore diverso. La due-giorni conclusiva di «Cantieri d’Europa», il progetto per gli studenti della LUISS Guido Carli curato dal prof. Luciano Monti, docente di Politica economica europea, ha reso possibile – sull’isola di Ventotene, dove Spinelli, Rossi e Colorni concepirono il «manifesto» alla base dell’ideale europeo; e in occasione della Festa dell’Europa, 65° anniversario della dichiarazione Schuman – l’incontro fra un nutrito gruppo di giovani e alcune personalità di grande rilievo nel mondo dell’accademia e delle professioni. In quell’angolo dorato del Tirreno, nel centro polivalente del Comune «Umberto Elia Terracini» –, lo spirito che dovrebbe animare l’Unione è tornato farsi sentire in un’iniziativa concreta e lodevole, cui il ClubdiLatina ha partecipato con orgoglio.
L’evento «Fondi europei e cittadinanza attiva» comincia venerdì 8 maggio, quando a cena si incontrano la delegazione di EuropeLab – l’associazione che riunisce i ragazzi di «Cantieri d’Europa» al termine della loro esperienza formativa –, la delegazione di Centro Rinascimento – sodalizio culturale fondato e presieduto dal giornalista Rai Gennaro Cosentino – e gli studenti di Cantieri d’Europa.

La giornata di sabato 9 si apre coi saluti del sindaco di Ventotene, il dott. Giuseppe Assenso; quindi prosegue con una sessione su «Il capitale umano», con la presentazione del lavoro svolto dagli studenti Luiss nei vari «cantieri»: tra gli enti coinvolti ci sono Porta Futuro (progetto della Provincia di Roma per favorire l’incontro fra la domanda e l’offerta di lavoro), OpenCoesione (portale del Ministero dello Sviluppo Economico per monitorare la gestione dei fondi comunitari), il Miur, una scuola romana, Folias (cooperativa sociale laziale impegnata nel settore della formazione), l’Anci Lazio, la Fondazione Roffredo Caetani. Ancora più rilevanti – soprattutto per l’attività e i valori del ClubdiLatina, nell’ottica della «sostenibilità integrata» ambientale e generazionale – le tematiche affrontate dai ragazzi: il servizio civile, Garanzia Giovani, l’adattamento di OpenCoesione per gli studenti universitari, la lotta alla dispersione scolastica, la transizione scuola-lavoro e lo sviluppo delle competenze giovanili in aree difficili, la valorizzazione dei piccoli comuni e di oasi ecologiche di rara bellezza (il Giardino di Ninfa, la riserva naturale dei Monti della Duchessa).

Poi, con la sessione «Ventotene, un punto di partenza per la cittadinanza attiva», è la volta di esperienze e testimonianze. Il dott. Cosentino ricorda a tutti che l’Europa non può essere soltanto una costruzione economica; che nel manifesto di Ventotene c’era molto di più: il coraggio di pensare quello che sembrava inconcepibile, il pragmatismo dell’obiettivo unito alla visionarietà del metodo (in un periodo – nel pieno della Seconda guerra mondiale – in cui nessuno poteva immaginare che gli Stati avrebbero volontariamente ceduto parte della loro sovranità), la capacità e la volontà di perseguire un’utopia umanitaria e libertaria: grazie a questo, oggi «i nostri cervelli guardano oltre ogni recinto». L’auspicio del giornalista – conduttore del Tgr Calabria – è che possa finalmente realizzarsi un’Europa (la quale «non si discute, ma si condivide e si ama») dei giovani e della conoscenza, in cui trovino spazio gli individui «liberi e uniti» come gli autori del manifesto di Ventotene. Poi è la volta del prof. Paolo Garonna, docente di Politica economica in Luiss e segretario generale della Federazione banche, assicurazioni e finanza (Febaf): il suo è un excursus sulla storia della costruzione europea, sui valori – economici, ma soprattutto politici – che l’hanno ispirata, sulle prospettive dell’Uem; così, dopo la grande tradizione illuminista, «Romanticismo, Risorgimento ed Europa sociale di mercato sono alla base del presente». Garonna ringrazia la Luiss per l’impegno nel costruire quell’universo di idee e conoscenza alla base di un’interpretazione moderna dello spirito di Ventotene, di cui sottolinea il messaggio contrario ai nazionalismi, alle chiusure, alle resistenze contro il nuovo; un messaggio indiscutibilmente attuale, oggi che il trattato di libero scambio con gli Usa (Ttip) è al centro del dibattito. Poi, secondo il professore, anche l’integrazione finanziaria – nonostante il giudizio negativo in gran parte dell’opinione pubblica – svolge un ruolo imprescindibile: per esempio l’Unione bancaria, messa su in tempi sorprendentemente brevi, è stata fondamentale per interrompere quel «circolo vizioso del debito» che trasmetteva alle emissioni sovrane le turbolenze nei bilanci degli enti creditizi; anzi, oggi «finanza e conoscenza sono un po’ come il carbone e l’acciaio di una volta»: le architravi, le ragioni, gli scopi dello stare insieme. Eppure, conclude Garonna, «ai giovani serve un mercato dei capitali integrato che offra a tutti le stesse opportunità». Dal prof. Massimo Fragola, docente di Diritto dell’Unione europea presso l’Università della Calabria, arriva il riconoscimento che, per quanto a prima vista possano emergere forti differenze tra i vari popoli, l’homo europaeus presenta un «genio culturale comune»: in un mondo che «procede per macroaree» – il subcontinente indiano, l’Estremo Oriente, ecc. – non è pensabile che i singoli Stati possano ancora agire da soli (perderebbero ogni importanza). Inoltre, col trattato di Maastricht le persone sono divenute protagoniste: la protezione diplomatica garantita dentro e fuori dall’Ue ai cittadini comunitari ne è un esempio.

È il turno del ClubdiLatina: interviene il presidente, dott. Paolo Marini, che ripercorre il lavoro – presentato lo scorso 30 aprile a Palazzo Emme di Latina, in occasione di «Lievito» – che ha impegnato per cinque mesi tre giovani ricercatrici di talento: un «grande lavoro scientifico» (perché «le esperienze vanno messe a fattor comune»), rappresentativo di condizioni in cui urge un «patto intergenerazionale» che impedisca di far gravare sui giovani il peso di un modello sempre meno adatto alle loro esigenze. Per fare questo – sottolinea l’imprenditore – ci si è ispirati alla nobile esperienza del Club di Roma, sorto negli anni Sessanta per impulso dell’italiano Peccei e dedicato allo studio della sostenibilità ambientale, il cui raggio d’azione è stato ampliato in direzione di quella «sostenibilità integrata» che pone in grande rilievo l’equità fra generazioni. Ecco infine il prof. Monti, che a questi temi ha dedicato tantissimi studi e anche i suoi più recenti lavori (per chi non lo sapesse, è l’ideatore di quell’«imposta generazionale» di cui spesso si discute); e che tuttavia, dopo aver brevemente illustrato la costruzione del nuovo indicatore del divario generazionale (GDI) – con un gesto che dimostra come l’attenzione ai giovani non sia soltanto un obiettivo teorico, ma un ideale da mettere in pratica nella quotidianità – lascia spazio a due studenti dell’Itc «Vittorio Veneto – Salvemini» di Latina, autori dei migliori temi sugli argomenti della ricerca del Club. I ragazzi parlano di responsabilità, alla base della cittadinanza attiva; denunciano quei «ladri di futuro» (come il titolo del libro del professore, edito da Luiss University Press lo scorso anno) che hanno compresso le opportunità dei giovani e ai quali non bisogna rispondere, dicono, addossando le colpe alla «società».

Spazio infine alla tavola rotonda sulle conclusioni, con Carlo Amati – coordinatore di OpenCoesione – che ricorda come molti dei progetti illustrati nel corso della mattinata abbiano preso spunto proprio dai dati forniti dall’Opendata del Ministero. Interviene quindi il prof. Robert Leonardi, visiting presso la Luiss School of Government, per il quale l’Europa – al pari dell’Italia – è un esempio di «buon vivere» all’insegna di valori universali di cui il progetto comunitario si fa espressione: non bisogna rifuggire dalle sfide del mercato, secondo l’accademico; e allo stesso modo va riconosciuta importanza di una politica monetaria centralizzata, perché «senza la Bce non saremmo mai usciti dalla crisi: ce l’abbiamo fatta in quanto uniti». Conclude il prof. Roberto D’Alimonte, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche della Luiss e del Centro italiano di studi elettorali (Cise): da lui viene un forte incentivo ad aumentare l’attenzione ai profili europei nei corsi di laurea, affinché i giovani smettano di ritenersi solamente italiani e inizino – piuttosto – a «pensare europeo», considerando il Vecchio continente come il proprio orizzonte.

Dopo la tavola rotonda, la consegna dei diplomi – introdotta dalla dott.ssa Alessandra Feola, presidente di EuropeLab – agli studenti partecipanti all’ultima edizione di «Cantieri d’Europa. C’è un velo di nostalgia nei protagonisti che si avviano al porto per ripartire in direzione di Formia, quando l’esperienza è conclusa: la gioia di stare insieme, la consapevolezza di vivere momenti formativi di primissimo livello e la bellezza del paesaggio – un piccolo paradiso con l’acqua cristallina e tanto verde – hanno fatto sicuramente la loro parte; ma c’è di più. Ventotene non è soltanto la patria dello spirito comunitario; non è solo il luogo in cui i valori della nostra Repubblica, forgiati dalla tensione ideale degli antifascisti al confino, hanno saputo gettare le basi per un tempio di libertà e democrazia (l’Unione, appunto) che, pur tra mille difficoltà, è giunto fino ad oggi ed è protagonista nella scena mondiale. È il posto in cui tutti – e soprattutto i giovani – è bene che vadano almeno una volta nella vita, se intendono essere cittadini attivi, consapevoli, protagonisti del presente. E se nessuno – né la natura, né le istituzioni, né le generazioni precedenti – avrà tarpato le loro ali.

Luca Bellardini
VENTOTENE  

 

ARCHIVIO ARTICOLI ANNO 2017
Gennaio - Febbraio - Marzo - Aprile - Maggio - Giugno - Luglio - Agosto - Settembre - Ottobre - Novembre - Dicembre
Archivio completo